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Il Sole 24 Ore: nota di precisazione In evidenza

Alla cortese attenzione
del direttore ROBERTO NAPOLETANO e del redattore LELLO NASO

 

 

Apprendo dalla lettura dell'articolo sul Sole24Ore del 21 novembre 2013 dal titolo "Taranto bloccata dalla paura di decidere" di Lello Naso, che viene citata anche una intervista da me concessa alla Gazzetta del Mezzogiorno in cui mi si chiedeva un parere tecnico sul progetto di copertura dei parchi minerari all'interno dell'area industriale ILVA di Taranto. Contrariamente a quanto riportato dal cronista del "Sole", mai una parola è stata spesa da me contro il progetto in questione, del quale nessuno, a partire da me, conosce le caratteristiche, ha mai visto disegni o immagini o altro che ne rappresentasse anche solo le fattezze.

Ritengo quindi che il cronista Lello Naso si sia solo soffermato sul titolo dell'articolo della "Gazzetta" tralasciando le mie dichiarazioni. Non avendo visionato alcun progetto ma avendo solo letto, come tutti, il comunicato stampa di Ilva in cui si snocciolavano, con tono trionfante, solo cifre, numeri e quantità, non abbiamo al momento gli strumenti conoscitivi per contestare o applaudire ad un progetto che non conosciamo.

Una cosa è certa però. Si tratterà senza dubbio, viste le dimensioni, di un'opera che avrà un certo impatto sul territorio. Ora, nell'articolo del "Sole24Ore" si parla di clima "bizzarro" che si vive a Taranto solo per il fatto che si discuta del progetto di copertura dei parchi. Ciò che è davvero bizzarro, se non tragico, è ciò che il territorio di Taranto ha vissuto in questi ultimi anni, costretto a convivere quotidianamente con inquinanti, fumi e polveri. Per maggiore chiarezza e per evitare che passi all'opinione pubblica nazionale la falsa idea che sia in atto un "clima anti-fabbriche" come invece raccontato dal cronista, è bene precisare che ciò che si chiede in questa delicata fase di svolta in cui qualche passo avanti forse si riuscirà a fare, è che si abbia, per la prima volta, un atteggiamento di profondo rispetto per Taranto e per i suoi abitanti. Per anni è stato affermato che fosse una impresa impossibile anche solo immaginare la copertura dei parchi minerari, situati a poche decine di metri dai primi balconi del quartiere Tamburi.

Oggi, dopo le prescrizioni dell'Aia e della Magistratura, apprendiamo che ciò che prima non era possibile adesso lo è. É l'occasione irripetibile che il territorio ha di risolvere finalmente un problema senza possibilmente crearsene un altro. É forse troppo chiedere che, dovendosi doverosamente realizzare l'opera, questa abbia anche caratteristiche tali da essere meno impattante possibile? Del resto non si tratta di un regalo che Ilva sta facendo alla città di Taranto quanto invece di un atto dovuto e atteso da troppi anni, senza il quale l'azienda non potrebbe più operare.

Certo di aver chiarito la mia posizione e per evitare ulteriori fraintendimenti futuri.
Distinti saluti.

 

Il Presidente Arch. Massimo Prontera